Dal 17 maggio in libreria per la collana Interzona diretta da Orazio Labbate, Nero celeste, ultimo romanzo di Enrico Sibilla, già autore di Il libro dei bambini soli e Aurora Liminalis, entrambi pubblicati da Il Saggiatore.

In un tempo (forse) lontanissimo, la Storia è giunta al termine. Per questo, come ogni settimana, l’anziano Pontefice raggiunge la grotta nascosta sotto la Cappella Sistina. Qui da secoli è segretamente custodito un buco nero che provoca straordinarie visioni in chi vi si immerge. In quelle stesse ore, in una tenda da campo montata all’estremità opposta di via della Conciliazione, “colui che è tutti gli Adolf Hitler” aspetta paziente di sferrare l’attacco finale alla basilica e concludere la conquista del pianeta. Inframmezzato dal racconto della genesi del misterioso “nero celeste” – un lungo flashback che unisce un pilota aerospaziale, la “mummia più bella del mondo”, uno scimpanzé e una bambina in un polmone d’acciaio – il duello tra il “Bene relativo” e il “Male relativo” porterà a un esito sconvolgente, in cui i confini tra il piano materiale e quello metafisico si annullano.

Un’opera incantatoria, un’innovativa creazione di molteplici e quadridimensionali spazi narrativi. Sibilla erige un incredibile romanzo-cattedrale, di fantascienza teologica, che oltrepassa gli stessi confini di genere, della storia, per plasmare un jack in the box letterario fuori dai canoni. Ricorda, per lingua e immaginario, Body Art di Don DeLillo, nonché la fisica di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

Una scrittura ossessiva ed estremamente ritmata – Il Manifesto, Giacomo Giossi

Enrico Sibilla è nato a Milano nel 1969. È autore, art director e cultural advisor per la pubblicità, la televisione e il web. Ha pubblicato Il libro dei bambini soli (Il Saggiatore, 2016) e Aurora Liminalis (Il Saggiatore, 2021).

Nero celeste è il titolo numero dieci della collana Interzona

Interzona è la collana di narrativa italiana della Polidoro editore diretta da Orazio Labbate. L’interzona è un luogo privilegiato, interstiziale, liminale, dove possono incontrarsi senza scontrarsi i generi letterari, dove non sono previsti strangolamenti della voce autoriale ma c’è la precisa volontà di ascoltare le visioni, le potenzialità di questa voce e la sua trasmedialità. La linea editoriale di Interzona coinvolge anche il progetto grafico, curato da Tracciafantasma, con un messaggio in copertina non percepibile nell’immediato ma visibile solo all’occhio attento che vuole vedere oltre.