Un thriller psicologico dalle venature letterarie alla Ellroy e alla Chandler. Un libro conturbante dalle atmosfere hitchcockiane.

Marcel Bollini è un poliziotto parigino vicino alla pensione. Una sera un suo collega perde la vita in un incidente stradale. Credendo di esserne la causa, Marcel fugge insieme alla donna amata, un’attrice di film horror, direzione Stati Uniti. Finché una chiamata al suo vice, a Parigi, lo fa scontrare con una realtà sconcertante: il poliziotto-Marcel non è mai esistito. A partire da questo momento, appena fuori Los Angeles, Bollini si trova coinvolto in varie e strane avventure, all’insegna dell’incubo e del surrealismo. Nuota nella violenza, vera e fittizia. Alienato, e a un passo dalla follia, decide di raggiungere in Messico sua sorella. Lei lo riconosce, e gli offre un rifiguio sicuro: ma qui Marcel troverà una sorpresa che di certo non voleva ricevere.

Franz Krauspenhaar (1960, Milano) scrittore, poeta e compositore. Ricordiamo i romanzi Le cose come stanno (Baldini & Castoldi, 2003), Era mio padre (Fazi, 2008), Le monetine del Raphael (Gaffi, 2011). In poesia, i libri Effekappa (Zona, 2010), Biscotti selvaggi (Marco Saya, 2012) e il poema Le belle stagioni (Marco Saya, 2014). L’unico saggio è Un viaggio con Francis Bacon (Zona Novevolt, 2010). È stato redattore di “Nazione Indiana” e attualmente è redattore della rivista letteraria “Achab” coordinata da Sara Calderoni e diretta da Nando Vitali.

L’uomo dissolto è il numero venti della nostra collana Interzona.