Come si vive su un’isola che non conosce il resto del mondo e ignora l’idea della sofferenza?
In una società del genere la perdita e l’assenza degli altri non dovrebbero causare dolore, soprattutto se un caro estinto si può trasformare in un albero benedetto dall’amministrazione isolana. Lavorando a una statua che servirà a inaugurare le 391esime Giornate del Culto, il protagonista Abel si accorgerà di come frammenti diversi del proprio passato rischino di compromettere la sua immagine di cittadino perfetto. Inizierà così a compiere ricerche autonome e segrete: ad esempio, per provare a spiegarsi il mistero di un fratello maratoneta scomparso da un giorno all’altro, o sgranellarsi in testa le vicende di un padre che forse ha voluto annegarsi e forse no. Il tutto, mentre è in cerca di indizi che lo portino a ricongiungersi alla fidanzata, caduta forse preda di un gruppo di rivoluzionari che cerca d’instaurare la violenza in una società che ne è priva. In sottofondo, lo accompagnano le storie della mitologia dell’isola dall’anno zero in poi, mescolandosi alle sue vicende personali sino a minacciare d’invadere il presente.
Un romanzo picaresco sul dolore della perdita, un’isola incantata dove la sofferenza non esiste. Forse.
Le forme è il numero ventuno della nostra collana Interzona.
Fabrizio Schepisi (1986), di Reggio Calabria, vive a Milano. Le forme è il suo primo romanzo.
